Short Culture Cuts #6: Small overrated things among friends

Italiano a seguire

Small overrated things among friends

SHORT CULTURE CUTS - A series, in collaboration with Rolling Stone Italia, to reflect on what is short today. Spoiler: everything.

< And if the collections of essays so much in fashion now were nothing but small involuntary seasons of short films? The latest is Aragoste, champagne, picnic e altre cose sopravvalutate [Lobsters, champagne, picnics and other things that are overestimated], published by Einaudi, edited by our friend Arnaldo Greco and with contributions by many friends – I’m saying this to avoid any controversies such as “Italian publishing is a clique!!!! You all know one another and wank off each other!!!”, followed by the hashtag #clique, even though in the times of Giancarlo Iacovoni/Sergio Castellitto of Caterina va in città by Virzì hashtags did not exist (we were still mythomaniacs, but it wasn’t as visible).

The title of the slim multi-essay quotes Christopher Hitchens, who precisely had written that the four most overrated things in life are champagne, lobster, anal sex and picnics (anal sex is obviously too frightening for Italian publishers, who knows?). Inevitably our thoughts also go to the Academy of the Overrated in Manhattan, where Woody Allen and Diane Keaton draw up a list of the things that should be put into perspective -  such as: Gustav Mahler, Francis Scott Fitzgerald and Carl Jung.

It is a fun exercise, thinking about overrated things, that everyone can do as they like. The first things that come to my mind are Florence, Friends, lasagne, English  Free Cinema and a thousand other things which will be of little interest to you. In this series of reflections on the culture of what is short, it is the idea of the list in itself that matters more to me.

We are eternally obsessed by the collections of ideas, thoughts, even only names or titles, whatever they are. April isn’t even finished yet and the other day Vanity Fair America published a list of the best films of the year so far: what will it be like in December? (Apart from the fact that this list in particular confirms that collections are often useless or even harmful, especially when they are drawn up so early: the Vanity Fair list includes The eight mountains, released in the United States this year, but also flops such as Sharper, a very bad Apple film with Julianne Moore: couldn’t they have waited until Christmas?)

Aragoste, champagne, picnic e altre cose sopravvalutate, on the other hand, really works like a small festival of short films. Because the various authors (from  Francesco Piccolo to Alessandro Baricco, from Guia Soncini to Nadia Terranova) reason like selectors of film festivals although they don’t know it. They have divided the topics and the genres in an orderly fashion. Some have written memoirs and others fiction, some a documentary (so that you know what we mean) and others have opted for experimentation. Of course, first of all a fundamental question has to be asked: and if collections (of anything whatsoever) were overrated? >

by Mattia Carzaniga

- ARTICOLO IN ITALIANO SU ROLLING STONE ITALIA

Piccole sopravvalutazioni tra amici

SHORT CULTURE CUTS - Una serie a puntate, in collaborazione con Rolling Stone Italia per riflettere su cosa è, oggi, corto. Spoiler: tutto.

< E se le raccolte di saggi ora assai in voga fossero nient’altro che piccole rassegne di cortometraggi involontarie? L’ultima uscita è Aragoste, champagne, picnic e altre cose sopravvalutate, la pubblica Einaudi, l’ha curata l’amico Arnaldo Greco e dentro ci sono i contributi di molti amici – lo dico a scanso di polemiche “l’editoria italiana è un buscio di culooooo!!! vi conoscete tutti e vi fate le pippe e vicendaaaaa!!!”, seguite dall’hashtag #conventicole, anche se al tempo del Giancarlo Iacovoni/Sergio Castellitto di Caterina va in città by Virzì gli hashtag non esistevano (eravamo ugualmente mitomani, però si vedeva meno).

Il titolo dello spedito multi-saggetto cita Christopher Hitchens, il quale appunto aveva scritto che le quattro cose più sopravvalutate nella vita sono lo champagne, l’aragosta, il sesso anale e i picnic (il sesso anale fa evidentemente troppa paura agli editori italiani, chissà). Ma inevitabilmente il pensiero va pure all’Accademia dei Sopravvalutati di Manhattan, dove Woody Allen e Diane Keaton stilano la lista delle cose che andrebbero ridimensionate – tipo: Gustav Mahler, Francis Scott Fitzgerald e Carl Jung.

È un esercizio divertente, quello delle cose sopravvalutate, che ciascuno di noi può fare a proprio piacimento. A me le prime che vengono in mente sono Firenze, Friends, le lasagne, il Free Cinema inglese, e mille altre che v’interesseranno poco. Ma, in questa serie di riflessioni sulla cultura del corto, m’importa di più l’idea dell’elenco, della lista in sé stessa.

Siamo eternamente ossessionati dalle raccolte di idee, pensieri, anche solo nomi o titoli, qualunque esse siano. Non è ancora finito aprile e l’altro giorno Vanity Fair America ha già pubblicato la classifica dei migliori film dell’anno so far: a dicembre come arriveremo? (Tolto il fatto che questa lista nella fattispecie conferma che le raccolte sono spesso inutili se non dannose, soprattutto quando messe in piedi così presto: dentro l’elenco di Vanity Fair troviamo Le otto montagne, uscito negli Stati Uniti quest’anno, ma pure ciofeche come Sharper, filmaccio Apple con Julianne Moore: non si poteva aspettare Natale?)

Aragoste, champagne, picnic e altre cose sopravvalutate, invece, funziona davvero come piccolo festivalino di corti. Perché i diversi autori (da Francesco Piccolo ad Alessandro Baricco, da Guia Soncini a Nadia Terranova) ragionano come selezionatori di rassegne cinematografiche inconsapevoli. Si sono divisi i temi e i generi ordinatamente. C’è chi fa il memoir e chi la fiction, chi il documentario (per capirci) e chi la sperimentazione. Certo, prima forse bisogna porsi una domanda fondamentale: e se le raccolte (di qualsiasi cosa) fossero esse stesse sopravvalutate? >

di Mattia Carzaniga

Published on : May 3rd 2023
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